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Vini di Bolgheri. Illustrazione di tutti i vini del territorio di Castagneto Carducci
Autore: Edoardo Scalzini
Formato: 15x21
Pagine: 144
Anno di pubblicazione: aprile 2007
Prezzo di copertina: € 13,00
Disponibilità: non disponibile
ISBN: 978-88-87977-15-8
IL VINO DELLA VERITA' (di Enrico Guagnini) - Quando Maria Luisa Incontri Lotteringhi della Stufa mi faceva assaggiare il suo vino al Calcione tra Siena e Grosseto, non immaginava che proprio torno torno ad un altro vetusto castello ch’era stato della sua famiglia (Signori di Volterra nel 1600) sarebbe nato il vino più famoso d’Italia. Parlo di Castiglioncello di Bolgheri. Tra il 1963 e il 1964 i ceppi dai nomi francesi davano vita al Sassicaia. Sapete quale è la differenza tra il vino super italiano e quelli francesi bordolesi? Sono circa 300 anni di storia francese. Ma i vini vecchissimi se non cambiano struttura e tecnologia sono da abbandonare. Il nuovo virgulto trae vita e forza proprio dalla sua generazione. Il Sassicaia per la sua eccellenza nel consumo può arrivare all’età di Cristo. Non oltre. Posso affermare d’aver iniziato a vivere tutte le estati a Bolgheri proprio in quegli anni. Ma non sapevo di crescere insieme al più ricco dei vini nostrani, voluto dal marchese Mario Incisa della Rocchetta e continuato con grande capacità da Niccolò Incisa della Rocchetta. Lo scopersi poco dopo. Perché famoso? Per la sua vita mediatica. Giornali, esperti, televisioni tutti insieme si eccitarono per il Sassicaia di Castagneto Carducci. Ma c’era anche la componente qualità. E la rarità. La prima etichetta del 1968 contava alcune migliaia di bottiglie. E ancora adesso questo vino è ambito e venduto e bevuto da un ristretto numero di migliaia di privilegiati. Dalle cantine poste all’inizio del Viale dei Cipressi alle Capanne escono poche migliaia di bottiglie, ma di valore grande. Infatti l’altro fattore che fa notorio il Sassicaia è il suo prezzo. La richiesta è tanta, ma la legge di mercato quantità/qualità impone l’alta tariffa. E attorno a una “doc Sassicaia” nell’ambito del Bolgheri DOC sono cresciute oltre quaranta cantine antiche e giovani di vini pregiati nel comune di Castagneto Carducci. Quel Carducci che compie cento anni adesso dall’assegnazione del Premio Nobel. L’autore Edoardo Scalzini s’inserisce, cultore d’arte, nella scia degli scrittori vinicoli. Il vino come la cucina non è arte ma dedizione e perfezionamento di coltura agricola. E così nello Scalzini si abbinano cultura e coltura. Quando il senatore Paolo Desana e il Comitato DOC vennero a Castagneto per redigere la norma DOC avevamo già pubblicato il “Compendio dei vini Doc” (Desana-Guagnini). La famosa legge dei DOC, pochi lo ricordano, fu pubblicata il 15 luglio 1963 proprio con decreto n. 188 dalla Gazzetta Ufficiale, nel momento in cui i primi vigneti crescevano a Castiglioncello. Eppoi, l’euforia e le capacità dei castagnetani fecero il resto. Quante date e quanti nomi. Edoardo Scalzini li cita tutti. E voglio aggiungere una nota gastronomica. I vini (bianchi, rossi e rosati) castagnetani possono abbinarsi con tutte le specialità culinarie della gastronomia italiana. Ma di più, si allineano a quasi tutte le ricette europee. L’accoppiamento cibo-vino è anch’esso una risorsa del nostro patrimonio eno-gastronomico. Per una sola ricetta non sono riuscito a trovare il vino “moelleux” che si abbina: “Crèpes di banane” come le presentava Robert J. Courtine, il più famoso dei cronisti gastronomici parigini. Perché “Vino della verità”? Perché oggi non si subisce più il vino “bianco o rosso”, ma si chiede il nome del vino e la sua provenienza , il nome dell’etichetta e il suo produttore e i gradi alcolici. Quindi si ordina. |